Storia

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Il nome del Comune e' di derivazione romana con probabili radici dal termine "Fundus Cintericus", cioè il fondo rurale di Cinterio, contadino romano. Il toponimo sarebbe mutato poi in Senterìco, Senderìco, Sendrigo fino ad arrivare all'attuale dizione. Il nome della città compare già come quello odierno su un documento datato 1080 relativo ad antichi diritti monastici, e tuttora giacente nell'archivio della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli.

Il ritrovamento di un'iscrizione funeraria degli inizi del II secolo d.C., dimostra quanto antichi fossero i primi insediamenti nella zona, mentre la scoperta del sarcofago di marmo greco di una giovinetta, risalente al IV - V secolo d.C., testimonia le remote origini di una comunità cristiana.

Dopo la caduta dell'Impero Romano, anche Sandrigo subì le incursioni e le invasioni dei popoli barbari; durante una campagna di scavi archeologici del 1920 sono stati portati alla luce resti di una necropoli Longobarda.

Le notizie storiche sulla località sono quasi sempre legate a guerre, invasioni e distruzioni. La cronaca racconta che nel 1209 Ezzelino il Monaco sconfisse le truppe vicentine guidate da Rizzardo di San Bonifacio e dal Marchese d'Este, e che la soldataglia si abbandonò al saccheggio del paese, compiendo stragi e violenze senza risparmiare i luoghi sacri.

A partire dal 1312 il territorio diventò teatro di lotta tra guelfi e ghibellini, con i maggiorenti del paese schierati dalla parte dell'Imperatore; l'esercito padovano prese d'assalto Sandrigo incendiando e depredando senza pietà. Nel 1338 durante la guerra tra Scaligeri e Repubblica Veneta, il paese subì di nuovo violenze e danni.

Pochi anni dopo nel 1378 il Re di Ungheria spedì un esercito in Veneto per aiutare i suoi alleati Scaligeri contro i veneziani; in una sola notte gli Ungari trasformarono Sandrigo in un cumulo di macerie fumanti. La storia di Sandrigo fu legata per secoli alle vicende della famiglia Sesso, devota alla causa imperiale, insediatasi nel territorio dal XIV secolo e rimastavi fino ai tempi moderni.

Verso la fine dell'epoca delle rivalità tra Impero e Comuni e l'inizio della dominazione della Repubblica Serenissima (1404) vide nuovamente Sandrigo teatro di battaglia tra le milizie venete e quelle dell'Imperatore. Durante la guerra della Lega di Cambrai nel 1511 i veneti tesero una imboscata alle truppe imperiali nelle immediate vicinanze del paese, uccisero centinaia di soldati e catturano molti prigionieri. Nella seguente reazione, solo la tradizionale fedeltà dei Sesso alla causa imperiale risparmiò alla comunità ingenti danni. Ma due anni dopo, nel 1513, il Comune subì una ennesima esperienza di saccheggio da parte questa volta delle truppe spagnole e tedesche, e nel 1532 dopo un ulteriore periodo oscuro colmo di lotte e distruzioni, il palazzo dei Sesso alloggiò per breve tempo l'imperatore Carlo V d'Austria, in viaggio verso Bologna per ricevere la corona imperiale.

Legato ormai come il capoluogo (Vicenza) alle sorti della Repubblica Serenissima, Sandrigo entrò finalmente in un periodo di pace e prosperità, sempre sotto l'egida della famiglia Sesso che ne conservò la proprietà anche dopo la vittoria definitiva dei veneziani. Si aprì per il paese un'era di sviluppo dell'economia, con il rifiorire dell'agricoltura e dell'allevamento degli animali domestici, tanto che nel 1600 Sandrigo era divenuta ben nota per il suo mercato, un evento importante della zona, che si teneva ogni venerdì (come oggi) e che richiamava acquirenti e commercianti da tutti i paesi vicini.

Nell'Archivio storico del Municipio abbondano i documenti di epoca veneziana; essi permettono di avere una visione dell'intensa attività del Comune, con testimonianze che risalgono alla fine del XVI secolo. Un quadro delle istituzioni comunali si può trarre dallo Statuto del 1579, che dà un'idea degli aspetti di vita comunitaria dell'epoca.

La caduta della Serenissima a seguito del trattato di Campoformido nel 1797, le seguenti vicende napoleoniche, la cessione del Regno Lombardo Veneto all'Austria con il Congresso di Vienna del 1815, i moti rivoluzionari del risorgimento, la ribellione del capoluogo Vicenza all'occupazione austriaca nel 1848, fino all'annessione del Veneto al Regno d'Italia nel 1866, furono vissute dal paese come un periodo di sostanziale tranquillità, immerso nella pace e la quiete di una fiorente società dall'economia agricola.

Pur mantenendo le radici della società agricola, oggi il Comune e' proiettato nel pieno sviluppo industriale, un'ampia zona industriale - artigianale e' sorta nella parte nord-ovest del territorio comunale, a lato della riva sinistra del torrente Astico. Moltissime aziende manifatturiere, chimiche e laboratori artigianali hanno trovato allocazione e lavorano a pieno ritmo, impiegando anche molta manodopera extracomunitaria. Il Comune e' divenuto centro di riscoperta di tradizioni culinarie tipiche del vicentino, come per esempio la preparazione del famoso baccalà alla vicentina da parte di vari ristoranti e trattorie del luogo. La valorizzazione di tale tradizione ha portato all'insediamento a Sandrigo della "Confraternita del Baccalà", al gemellaggio e scambi culturali con l'isola norvegese di Røst, famoso centro di pesca dello Stoccafisso sul Mare del Nord, e l'instaurazione di una manifestazione annuale denominata "Sagra del Baccalà", attrazione turistico-culinaria alla quale partecipa sempre una delegazione norvegese. E' inoltre sempre attivo il mercato del Venerdì, momento di incontro e di aggregazione per la comunità sandricense

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